Come mandare una mail: differenza tra A, Cc, Ccn e Bcc

Al giorno d’oggi praticamente tutti sanno come inviare le e-mail. Partendo dai piccoli bambini, a cui viene insegnato l’uso del computer a partire dalle scuole elementari, e fino agli anziani difficilmente si trova qualcuno che non sa utilizzare i servizi di posta elettronica. Nell’era del web, del resto, è normale che chiunque sia in grado di compiere quelle poche (e semplici) mosse per inviare la posta elettronica. Molti in meno sanno di cosa si tratta quando si parla dei campi come CCN, CC, BCC e A. Spesso questi campi rimangono la, nel cartiglio della mail, tanto inutilizzati quanto curiosi. Eppure, a cosa servono questi campi che compaiono sulla pagina web o sul client dell’e-mail presente sul desktop? Quale sarebbe la loro utilità? E perché dicono che siano importanti? Ogni volta li leggiamo, e ogni volta li ignoriamo, senza venire nemmeno a conoscenza del motivo per cui sono situati lì, vicino allo spazio in cui s’inserisce l’indirizzo e-mail di destinazione. Eppure ognuno di questi campi ha una funzione molto precisa. Cerchiamo di scoprire insieme il significato e l’utilizzo di CCN, CC, BCC e A.

Il campo “A” è, probabilmente, quello d’intuizione più facile. Se vi è qualcuno che non ha mai capito di cosa si tratta quando si parla del campo “A”, non è nemmeno riuscito a inviare la sua mail. Questo campo corrisponde al destinatario. Qui, volente o nolente, bisogna inserire l’indirizzo e-mail a cui inviare la posta elettronica ed è un campo obbligatorio. Senza metterci niente il sistema non sarà in grado d’inviare il messaggio a destinazione; inserendoci un indirizzo e-mail sbagliato, la mail arriverà alla persona sbagliata; immettendoci dei simboli a caso, il sistema avviserà l’utente che l’indirizzo immesso non è un indirizzo e-email. Ovviamente è possibile inserire nel campo “A” più di un solo indirizzo, qualora i destinatari fossero multipli. Si tratta di una procedura piuttosto normale per tutti coloro che hanno la necessità di comunicare in velocità con diversi destinatari. Questo funzionamento è utilizzato dagli insegnanti, datori di lavori, capi progetto, professionisti di vario genere e così via. La modalità d’inserimento dell’indirizzo e-mail varia enormemente a seconda del servizio di posta o del client e-mail scelto. Quelli migliori hanno una funzione di autocompletamento dell’indirizzo: qualora questi sia stato già immesso precedentemente, risulterà come tale al cliente. Anche l’inserimento degli indirizzi multipli varia a seconda del servizio scelto: Gmail, Hotmail e Thunderbird sono completamente diversi tra di loro.

Il campo CC in italiano indica la Copia Conoscenza, mentre in inglese sta a significare il Carbon Copy. Spesso anche in italiano l’acronimo CC viene tradotto in Copia Carbone, se a delle volte è un termine abbastanza buffo. In realtà bisogna ammettere che l’abbreviazione CC non è stata inventata con l’invenzione della posta elettronica, ma esisteva già da molto tempo prima. Basti pensare che veniva utilizzata per copiare la posta elettronica spedita con la carta cartacea direttamente sulla carta carbone: da qui il nome. Come funziona nella posta elettronica, visto che nell’internet non c’è alcuna carta carbone su cui fare la copia? Semplice: è lo spazio dedicato a immettere le informazioni principali del messaggio. Una specie di Titolo, o meglio: uno spazio dedicato a spiegare cosa è contenuto nella mail in un paio di parole. Più frequentemente il campo CC viene utilizzato per informare terzi sul fatto che l’email è stata inviata a un destinatario preciso. Anche se si riceve un’email di copia conoscenza non bisogna per forza di cose rispondere. Quella della risposta rimane un’eventualità, da sfruttare o meno, per aggiungere delle informazioni alla corrispondenza. Se si tratta di un ciclo che vede coinvolti molti email e tanti clienti è meglio anche chiedersi se le informazioni da aggiungere sono così importanti da dover essere visualizzati da tutti.

I campi CCN e BCC in realtà sono praticamente gli stessi. L’unica differenza è che BCC deriva dall’inglese Blind Carbon Copy, che in italiano si traduce come copia conoscenza nascone o copia carbone nascosta, in entrambi i casi CCN. In questo caso i destinatari dell’email non possono vedere l’indirizzo di posta elettronica degli altri partecipanti alla conversazione. L’indirizzo email, difatti, resta nascosto. Si può mettere l’indirizzo di destinazione in questo campo, non inserendolo nel campo “A”. Permettendo all’indirizzo di restare invisibile, il campo CCN/BCC è il preferito dagli amanti delle Catene di Sant’Antonio, dello spam, della pubblicità e di quelli che amano fare gli scherzi via e-mail. Se alla nostra casella di posta elettronica giunge un’email in copia conoscenza nascosta, meglio evitare di rispondere a tutti. Altrimenti potrebbe venire meno l’invisibilità del nostro indirizzo email agli altri.

E se questi sono i principali campi di cui abbiamo svelato l’arcano mistero, ve ne sono altri poco utilizzati, sebbene la loro funzione sia evidente agli occhi di tutti. Basti pensare al campo Rispondi a o in inglese Reply to. Potrebbe sembrare strano, ma secondo molti dati alla mano degli stessi gestori email, si tratta di uno dei campi meno utilizzati in assoluto. La sua funzione è semplice: ricevendo un messaggio dall’indirizzo email “X” è possibile rispondere all’indirizzo “Y” grazie a questa funzionalità. Molto utile nel caso in cui il mittente voglia ricevere la risposta su una casella diversa, alcuni grandi gestori, come Gmail e Hotmail, hanno deciso di fare a meno di questa possibilità.

Ovviamente non bisogna per forza di cose servirsi di questa o di quest’altra funzione, ma utilizzarli sono in base alle proprie necessità. Del resto i campi CC o CCN non hanno niente di così misterioso e sono facili da utilizzare. Più che altro si adattano bene a coloro che devono gestire numerosi email, spedendoli verso una vasta lista di destinatari.

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